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La canapa industriale: definizione

Quando si parla di canapa si è soliti incorrere in errore associandola alla cannabis, invece la canapa industriale ha una composizione chimica completamente diversa e contiene solo una piccolissima parte di THC, una sostanza psicotropa che altera le funzioni cerebrali. La canapa industriale è una delle prime piante coltivate dall’uomo e ancora oggi è molto diffusa in alcune aree del mondo: Australia, Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Asia.

Le principali caratteristiche della pianta di canapa

Negli ultimi decenni per ridurre al minimo il contenuto di THC la pianta è stata sottoposta a un processo di ibridazione selettiva per poterla utilizzare in diversi settori industriali e renderla più resistente alle intemperie. La canapa industriale si presenta come una pianta di media altezza, dal fusto fibroso e resistente e foglie a ventaglio di colore verde brillante. Una particolare specie di canapa, la carmagnola può raggiungere anche i 5-6 metri di altezza.

I diversi utilizzi della canapa industriale: i tessili

La canapa viene usata fin dall’antichità per realizzare tessuti e capi di abbigliamento attraverso un laborioso e complicato processo di lavorazione per l’estrazione della fibra dalla pianta. Grazie all’avvento delle nuove tecnologie di produzione il processo di estrazione della fibra è stato snellito e migliorato, consentendo così al settore tessile di impiegare nuovamente la canapa come tessile. Il successo della canapa come tessile è dovuto ad alcune sue peculiarità: elevata resistenza, sensazione di fresco durante l ‘estate e protezione contro l’umidità.

La carta

La canapa industriale viene coltivata anche per la produzione della carta, per il suo alto contenuto di cellulosa rispetto al legno, ma soprattutto per il basso impatto ambientale: la carta ottenuta dalla canapa non necessita di essere trattata chimicamente, inoltre garantisce un’alta produttività rispetto al legno.

Come carburante naturale

La canapa industriale negli ultimi anni è stata utilizzata come biocarburante, infatti dalla pianta può essere estratto un olio vegetale che serve per produrre biodiesel; l’impiego della canapa come carburante è ancora limitato per gli elevati costi di estrazione. E’ in fase di sperimentazione l’uso della canapa come combustibile naturale per il riscaldamento domestico, in particolare per produrre pellet di canapa e sostituire quelli in legno.

Impiego nella bioedilizia e nella bioingegneria

Un altro settore in cui viene impiegata la canapa industriale è la bioedilizia per realizzare pannelli per l’isolamento termico o acustico o per sostituire nella costruzione di muri materiali come mattoni o legno. La canapa vista la sua straordinaria resistenza viene anche impiegata in ingegneria come fibra tecnica ad uso industriale per costruire telai di automobili o di piccoli aerei.

L’utilizzo della canapa nell’agricoltura

La canapa industriale viene spesso coltivata anche per bonificare terreni agricoli ricchi di metalli pesanti o distrutti dall’azione massiva di pesticidi chimici, poiché la pianta è capace di assorbire ed eliminare le sostanze tossiche attraverso un processo chiamato “phytoremediation”. Grazie a questa importante caratteristica della canapa industriale è possibile ripulire e purificare le acque reflue o gli scarichi industriali. Gli scarti della coltivazione della canapa industriale vengono smaltiti nell’agricoltura diventando un fertilizzante naturale.

La coltivazione della canapa industriale

La coltivazione della canapa industriale è disciplinata dalla legge numero 242 del 2 dicembre 2016 che autorizza gli agricoltori ad acquistare sementi registrate dall’UE con contenuto massimo di THC pari allo 0,2 %. La legge inoltre dispone che non è più necessario chiedere l’autorizzazione alla Polizia di Stato o Guardia di Finanza per coltivare canapa industriale, ma è previsto l’obbligo per l’agricoltore di conservare per 12 mesi le fatture di acquisto e i cartellini delle sementi.

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